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martedì 24 aprile 2012

I NOSTRI PADRI, un ricordo per il 25 aprile

25 Aprile, ricordiamo i nostri padri, non è solo uno slogan. In questo importante giorno ricordo mio padre Arcangelo, comandante partigiano di GL, e voglio aggiungere il ricordo di Fulvio (padre dei miei amici Mariella e Diego), compagno di militanza ed esempio, per tutti noi che vogliamo continuare a fare politica, di amministratore di specchiata moralità. L'ho ascoltato molte volte ripetermi "un popolo senza memoria è alla mercè della barbarie". Quanto ci mancheranno, oggi nelle commemorazioni, le sue parole.
W la Resistenza!

domenica 22 aprile 2012

VIA XX SETTEMBRE: a proposito di...

Da quanto e' stato pubblicati fino ad ora non si capisce molto sulla proposta di riassetto di via xx settembre, ne' soprattutto si comprende cosa possa accadere al suo contorno. Vale pero' la pena di approfondire l'argomento, tenendo ben presente che fintanto che la metropolitana non arriva a Brignole, e una volta arrivata non dia frequenze e portate significative, ogni decisione su via xx settemb...re sara' solo un azzardo. Su questo argomento sono intervenuto in occasione della discussione sulla "rambletta" e pubblicherò l'intervento fatto in allora sul Secolo, ma e' chiaro che nel prossimo ciclo amministrativo occorre fare qualcosa e portare avanti un progetto di rigenerazione urbana e riqualificazione,anche del Centro, che non può non passare da una rivisitazione dell'assetto della mobilita. Sara' 'comunque fondamentale coinvolgere fin da subito cittadini e operatori commerciali di tutte le vie interessate e pervenire,insieme a loro, ad una decisione condivisa. L'esperienza insegna che se si cerca la collaborazione delle categorie produttive e commerciali, si acoltano le loro ragioni, le si fa vedere i vantaggi che derivano da determinate scelte, e' possibile fare qualsiasi "dolce" rivoluzione.

sabato 21 aprile 2012

"GATTILE di Quarto": a proposito di...

Grazie a Stefania Arvigo ho trovato il "coraggio" di fare una breve visita al Gattile di Quarto; dico coraggio perchè, essendo io fedele padrone del"trovatello" Blasco, soffro particolarmente la vista di questi piccoli amici senza casa. Conosco i problemi di quella realtà perchè più volte ne ho seguito le alterne vicende nell'ambito della mia esperienza amministrativa ma, confesso, poco conoscevo della realtà concreta del gattile sino a oggi... Mi sono trovato davanti a una moltitudine di occhi spaventati che osservavano guardinghi l'insolito ospite: gatti adulti, mamme con cuccioli, gatti sani e altri in cura, qualcuno morente perchè arrivato alla sua fine naturale. Nell'insieme gli animali sono trattati molto bene e, con assoluta certezza, questo si deve alla preziosa opera dei volontari che, ogni giorno, fanno miracoli per i loro piccoli assistiti. Non voglio entrare in sterili polemiche che contrappongono le necessità di assistenza degli esseri umani a quelle degli animali, non è questo il punto; voglio sottolineare il rispetto che merita questa struttura in ragione dello sforzo dei "volontari" che la sostengono. Il gattile va difeso, come idea, anche per il rispetto che si sono guadagnato le persone che vi operano. Ringrazio Stefania Arvigo per l'instancabile opera e, con l'occasione, pubblico di seguito 7 punti che, con tutto il PSI, proponiamo in tema di difesa degli animali domestici. Cito, a testimonianza dell'importanza che ha questo tema, l'articolo 13-titolo II enunciato dall'Unione Europea nel Trattato di Lisbona del 2007: "...l'Unione e gli Stati membri tengano pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti...".
Ecco i 7 punti che proponiamo:

1- riconoscimento della polizia eco-zoofila non solo come ente di volontariato

2- tutele e agevolazioni fiscali per le famiglie a basso reddito con aiuti alla spese medico veterinarie, prevenzione dell'abbandono degli animali

3- inasprimento delle sanzioni per il maltrattamento di animali ed estensioni delle indagini su internet con sanzioni per chi pubblica foto o video sul maltrattamento degli animali

4- predisposizione di aree (gratuite) per la balneazione e per la circolazione nei parchi pubblici

5- agevolare l'accesso alle aree commerciali, per chi ha un animale, organizzando punti di accoglimento (box o recinzioni)

6- introduzione dell'animale domestico nello Stato di Famiglia al fine di ottenerne detrazioni d'imposta

7- Permettere agli esercizi commerciali di devolvere a qualsiasi ente animalista la merce scaduta o di scarto senza dover incorrere in sanzioni. Un incentivo al minor spreco e un valido riciclo di merce ancora valida per i nostri amici a quattro zampe.

Cercano urgentemente nuovi volontari, qui 'è il link al sito della Onlus che si occupa del gattile.

(le foto sono degli "ospiti" del gattile di Quarto)

mercoledì 18 aprile 2012

ONESTA' vs CALUNNIE :a proposito di...

Benchè sia stato assente da Genova per quasi quattro anni e che, nel frattempo, si siano avvicendati all’Assessorato alla Mobilità ben tre amministratori, qualcuno continua imperterrito a diffondere calunnie su di me e sulla mia famiglia. A nulla sono servite, fino ad ora, le numerose querele che il mio avvocato ha depositato in Tribunale "contro ignoti" (purtroppo ancora ignoti) che sostengono esservi un mio interesse privato, diretto o tramite la mia famiglia, nella azienda pubblica nota come Genova Parcheggi. Ciò è falso e calunnioso e non può essere sostenuto perché:

-la Genova Parcheggi è una società pubblica, con capitale interamente posseduto dal Comune di Genova, che nomina i suoi rappresentanti in seno al Consiglio di Amministrazione. E’ sufficiente accedere al sito web per vedere come è composto il cda o recarsi alla Camera di Commercio e chiedere una visura camerale.

- per conoscere l’organigramma della società, almeno nelle funzioni principali, è sufficiente cercare la pagina pubblicata su internet e verificare quale legame di parentela possa esserci tra la Società e un qualunque amministratore pubblico ed il sottoscritto (che non lo è più).

Non avrei più badato a queso fastidio se non fosse che, ancora ora, amici che si stanno prodigando per sostenere la mia candidatura, si trovano a fronteggiare potenziali elettori i quali esprimono, naturalmente per sentito dire, la propria falsa opinione in relazione a miei presunti interessi. Il danno che ne deriva alla mia immagine è enorme perché giustamente si ritiene che un amministratore pubblico debba perseguire l’interesse comune e non il proprio. Siccome la mia lunga militanza politica e amministrativa non ha mai fatto emergere imbarazzanti conivolgimenti in situazioni illegali, meglio non c’è, per i detrattori di mestiere, che spargere infamanti accuse per danneggiarmi. Dovrebbe essere chiaro a tutti che nel caso in cui fossero emersi, o dovessero emergere, aspetti di illegalità la Magistratura li avrebbe, giustamente, perseguiti. Altrettanto farò io qualora qualcuno,rinunciando alla comodità vile dell’anonimato, intendesse riproporre accuse così calunniose che incidono pesantemente sulla mia immagine e che non intendo minimamente trascurare. Per onore di cronaca riporto, per l'ennesima volta, quanto scriveva il
Secolo XIX del 17 novembre 2005:



"Alla fine non ce l'ha più fatta a sopportare le illazioni e le voci circolanti in città riportategli continuamente da colleghi, amici e parenti, e ha deciso di sporgere querela contro ignoti, riservandosi di costituirsi partecivile. Arcangelo Merella, assessore comunale al Traffico, ha depositato la sua denuncia ieri mattina alla Guardia di Finanza a palazzo di giustizia. E' una "memoria", quella firmata dall'avvocato di parte, Carlo Cacciapuoti, che riflette uno stato d'animo a metà tra l'amareggiato e l'infuriato. "Purtroppo devo denunciare quanto circola in città a proposito delle voci che vorrebbero mia moglie avere forti interessi nella Genova Parcheggi, che tra l'altro come tutti sanno è di natura pubblica", si legge nella querela,"mentre mia moglie è soltanto impiegata come segretaria in una scuola cittadina e non ha interessi in società di alcun tipo".


ELEZIONI COMUNE DI GENOVA, 6/7 MAGGIO


mercoledì 11 aprile 2012

AMT-MOBILITA': a proposito di...

Il sistema della mobilità delle persone e delle merci è centrale nell’organizzazione di una città. Questa affermazione che pare scontata, a seguito di notevoli problemi che la trascuratezza della questione ha fatto emergere in tutte le città negli ultimi decenni, non sembra tuttavia essere declinata con le misure idonee a garantirle la centralità che richiede. Sono sempre più rari gli esempi di pianificazioni urbanistiche che si danno carico di affrontare compiutamente la questione della mobilità ed in particolare del sistema del trasporto collettivo. Non sfugge a questa analisi Genova, la cui
singolare conformazione orografica richiede uno sforzo particolare per assicurare a tutti accessibilità e piena fruizione dei servizi che la città offre.
Le enormi e insuperabili difficoltà finanziarie hanno, negli ultimi anni, reso precario un servizio di mobilità pubblica che pur ha rappresentato, per lungo tempo, uno degli aspetti migliori della nostra città. Ai mutamenti economici sociali e urbanistici non è stato adeguato lo schema dei trasporti che ha continuato a reggersi su una rete vincolata alla sua conformazione storica, con modesti adattamenti ma anche con una significativa riduzione dell’offerta, a causa, appunto, delle difficoltà economiche e gestionali che stanno caratterizzando tutto il sistema del TPL , nel nostro paese. L’uso del trasporto pubblico o collettivo è una condizione indispensabile per muoversi a Genova dove le condizioni orografiche e la tipologia degli insediamenti, specie di quelli collinari, a differenza di altre città, impongono l‘abbandono dell’auto privata a favore di altri mezzi di trasporto. Non è un caso che a Genova ci sia una concentrazione di motoveicoli tra le più alte d’Italia, la più bassa percentuale di veicoli di proprietà, la più alta di veicoli fermi durante il giorno ma anche la maggiore per spostamenti con il servizio di trasporto pubblico. Usare il mezzo pubblico è una necessità inderogabile cui ancora non viene prestata la giusta attenzione. Ma è proprio l’insostenibilità economica di tale servizio che ne ha imposto riduzioni drastiche e indotto molti cittadini a fare ricorso al mezzo privato con tutte le conseguenze negative che ciò comporta.Paradossalmente si sono adottate, contemporaneamente, misure pesanti per penalizzare l’uso dell’auto privata con l’allargamento delle zone a pagamento e l’introduzione di tariffe molto alte proprio nel momento in cui il servizio di trasporto pubblico riduceva le sue prestazioni a favore degli utenti. E la situazione non è certo proiettata verso un rapido miglioramento; i processi di "resa-efficiente" all’interno di AMT puntano quasi esclusivamente su due misure: riduzione delle corse e aumento della produttività degli autisti, con un innalzamento della tensione sociale che coinvolge oramai tutta la città: gli autisti a difesa del loro lavoro e i cittadini a difesa del servizio di trasporto pubblico. Hanno ragione entrambi e gli Enti locali non possono ridursi a fare da spettatori addossando le responsabilità ( che pur ci sono e sono tante) al Governo nazionale che oramai, da tanto tempo, riserva al tpl risorse sempre più scarse. Di questo passo si rischia grosso: il fallimento dell’azienda e la scomparsa del servizio pubblico; è evidente che occorra mettere in conto ancora pesanti sacrifici per tutti ma è altrettanto chiaro che occorre accelerare sui cambiamenti organizzativi, comportamentali ed economico-finanziari. Sarebbe sufficiente leggere il libro bianco dei trasporti della UE (eurlex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2011) per rendersi conto come lo scenario è destinato a cambiare radicalmente nei prossimi anni; le tappe che vengono indicate non sono
esercizio propagandistico ne’ mera adesione a principi di salvaguardia ambientale: esse rappresentano delle scadenze imperative a cui l’industria, gli Stati dell’Unione, le Comunità locali tutte, devono adeguarsi per raggiungere gli obbiettivi che il piano si dà.
In questo contesto l’Italia è già in ritardo e il
permanere di condizioni ambientali negative ( pensiamo agli sforamenti di PM durante l’inverno, all’eccesso di Co2, al problema del’ozono in estate etc.) oltre l’arretratezza dell’organizzazione della mobilità nel Paese e nelle città, testimoniano quanto cammino ci sia da fare in breve tempo.

La strategia non può essere quella che abbiamo visto fino ad ora: tagli, aumento delle tariffe, assenza di pianificazione urbanistica coerente con un nuovo modello di sviluppo della mobilità, arretratezza
del sistema ferroviario , caos nella logistica urbana.
Occorre impostare una nuova strategia che metta al
centro della questione urbana il tema della sostenibilità ambientale e del trasporto collettivo con piani di sviluppo anche a lungo termine, graduali ma inesorabili negli obbiettivi che si vogliono conseguire.

Nel caso di Genova va rivisto, in primis, il modello industriale di AMT, partendo dalla identificazione di una struttura di servizio in grado di soddisfare la domanda e tutte le possibili relazioni: con l’attuale
organizzazione questo è sempre meno possibile; occorre individuare nuove forme di partnership che coinvolgano tutti gli attori del sistema di trasporto e li integrino fra di loro al fine di formulare una proposta complessiva all’interno della quale il cittadino possa scegliere il mezzo di trasporto a lui più confacente: bus, taxi, treno, metropolitana, funicolari etc,vie del mare, car sharing.
Bisogna assicurare l’accessibilità ovunque e per buona parte del giorno: la sola AMT non potrà mai farcela, vanno individuati i costi reali dei servizi e sulla base di questi fissare il costo del biglietto e la contribuzione pubblica perché il sistema possa essere economicamente sostenibile. Va introdotta la bigliettazione elettronica, con un unico titolo di viaggio che valga su qualsiasi mezzo di trasporto uno scelga di utilizzare: ciò incoraggerà l’utente e scoraggerà l’evasione che è ancora molto alta. Occorre un rilancio dei sistemi di trasporto non convenzionali che hanno caratterizzato il sistema della mobilità a Genova fin dalla fine dell’800. Da troppi anni non si pianifica alcun significativo intervento, anzi quelli programmati o non sono ancora partiti ( vedi Quezzi) o si sono fermati alla progettazione ( vedi Scalinata Montaldo), eppure, se realizzati, molti di questi interventi risolverebbero, per sempre, problemi tutt’ora irrisolti di accessibilità agli insediamenti collinari. Occorre uscire definitivamente dai dubbi e dalle tante (inutili) proposte sul sistema più adeguato per la Val Bisagno. Sono vent’anni che se ne parla e siamo ancora in attesa di capire cosa succederà. Così come, pur con la consapevolezza della scarsità di risorse, va deciso il tracciato definitivo della linea metropolitana, oramai arrivata a Brignole e che può proseguire ben oltre per diventare,insieme alla ferrovia metropolitanizzata, il sistema di forza del trasporto pubblico locale.
Solo di fronte a uno scenario quale quello appena delineato sarà possibile affrontare, su basi nuove e diverse, la questione della sosta (così com’è e come si è sviluppata negli ultimi due anni non va bene
e va subito cambiata) e la gestione della domanda di mobilità per un futuro, spero non lontano, in cui l’uso del mezzo privato sia sempre meno protagonista della mobilità urbana.

mercoledì 4 aprile 2012

PARCHEGGI: Carbon Credit, una proposta per abbasare le tariffe sulla sosta.

Tariffe parcheggi più basse.

La tariffazione degli spazi pubblici destinati alla circolazione stradale nasce come esigenza di gestire, attraverso la leva finanziaria, la domanda di mobilità. Inizialmente prevista per difendere i centri storici si è poi allargata a parte consistenti della città, rispondendo maggiormente
all’impellente e inesauribile bisogno di “far cassa” dei Comuni, piuttosto che regolamentare e contenere il traffico privato garantendo ai cittadini (... contribuenti) il diritto alla mobilità. Questo è successo non solo a Genova ma in tutte le città italiane.

In molte città europee il sistema di contenimento del traffico privato passa attraverso misure restrittive della circolazione privata con l’introduzione di sistemi di pagamento sia per la sosta che per l’accesso, i cosiddetti: Congestion charge, Pollution charge, road pricing, ecc.
La normativa italiana (CDS) prescrive che si possano introdurre sistemi di tariffazione della sosta o degli accessi previa definizione le aree che si intendono sottoporre a pagamento o limitazioni di Zone a Particolare Rilevanza Urbanistica (ZPRU); in assenza di tale provvedimento, che deve essere ampiamente motivato e contenere dati oggettivi, il provvedimento di tariffazione è nullo come è stato recentemente anche precisato nella sentenza del TAR che ha sospeso il provvedimento del Comune di Genova con cui ha allargato le Zone Blu a quartieri semi centrali della città. A Genova il sistema si è andato caratterizzando per tre elementi:
-tariffe troppo alte,
-scarsa flessibilità,
-eccessiva estensione delle Aree Blu.
Si potrebbe anche aggiungere che il provvedimento è stato assai poco discusso con la popolazione e comunque mai supportato da politiche di endorsement del trasporto pubblico con parcheggi di scambio.
Il risultato è stato un crescente malumore contro l’Amministrazione in parte mitigato da una relativa soddisfazione dei residenti per la maggior disponibilità di sosta.
Aggiungo che il progressivo degrado fisico della città (scarsa manutenzione, crescente disordine nel traffico, degrado, deturpamento degli spazi urbani di pregio, ecc) aggiunta alla grave e pesante crisi economica rende il provvedimento, per come si è evoluto nel tempo, particolarmente odioso.
Occorre modulare l'intero sistema alle esigenze in continua mutazione della città. A mio avviso si dovrebbe:
1) Ridurre le tariffe in generale con un'attenzione particolare verso determinate fasce orarie in prossimità di poli socio-sanitari: ospedali, impianti sportivi,centri di aggregazione in genere,
2) Riorganizzare la mobilità assicurando maggiore penetrazione e diffusione del trasporto collettivo: TPL e servizi integrativi,
3) Riorganizzare la sosta mettendo a disposizione dei cittadini (al di fuori del centro) aree di sosta libere regolamentate a disco orario
4) Introdurre biglietto o tessera elettronica legata a servizi di mobilità, integrare il pagamento del bus favorendo l’accesso ad altri servizi come: il parcheggio, il car sharing , taxi collettivo, ecc.
5) Introdurre - a valle dell’emissione delle tessere elettronica - un bonus in "ore parcheggio" (20/30 ca.) da consumare durante l’anno in qualsiasi momento della giornata, fino all’esaurimento del bonus.
6) Alimentare il bonus attraverso "premi" per chi mette in atto comportamenti di "sostenibilità
ambientale", per esempio: abbonamento annuale al bus, abbonamento al car sharing, raccolta differenziata. Praticamente una sorta di Credit Carbon del cittadino.
Gli ultimi due punti possono essere la consequenziali, nel senso che: si ha diritto a ottenere il bonus man mano che salgono i punti in Credit Carbon; in questo caso non si porrebbero problemi per mancati introiti in quanto verrebbero internalizzati costi esterni che comunque gravano sulla comunità.
Il progetto può essere agevolmente sviluppato e può rientrare a pieno titolo nelle azioni di “Smart City”, quindi ampiamente ripagati. Arcangelo Merella

martedì 3 aprile 2012

"DECORO URBANO": a proposito di...

Esiste una app per smartphone che, secondo la mia opinione, è di grande interesse civico.
Si tratta di un sistema, molto semplice e di facile utilizzo, che consente a ogni cittadino di inviare al Comune ( o al municipio) segnalazioni riguardanti lo stato di manutenzione del territorio e del decoro urbano. Nel momento in cui il cittadino rileva sul territorio qualcosa che non va (dall'abbandono dei rifiuti, alla segnaletica, alle buche stradali, ecc) invia la comunicazione all'ufficio con cui è direttamente collegato fornendo, in automatico, posizione geografica e foto con l'oggetto del reclamo.
Proporrei, al nuovo Sindaco, di attivare in ogni municipio questo servizio che potrebbe fornire un quadro molto rappresentativo dello stato dei luoghi e favorire la pianificazione degli interventi che si rendono necessari. Facendo i conti con le risorse disponibili, una volta che il quadro è completo, il municipio potrebbe attuare una graduatoria degli interventi da sottoporre all'approvazione dei cittadini che, on line, potrebbero esprimere la loro scelta. Un contributo della tecnologia a una forma di democrazia diretta.

domenica 1 aprile 2012

"GRONDA": a proposito di...


Nella sua recente intervista al secolo xix Marco Doria esprime maggiore attenzione alla gronda. condivido le sue preoccupazioni sia sotto il profilo dei costi, dell'impatto ambientale e del rischio di un uso distorto delle risorse che saranno necessarie a realizzare l'opera.
proprio per questo occorre particolare attenzione a:
1) questione ambientale
2) rischio infiltrazioni criminalità e legalità
3) ricadute sull'occupazione genovese.
allora a mio avviso occorrerebbe:
1) severità e rigore nella formulazione delle risposte ai competenti ministeri con estrema trasparenza e informazione ai cittadini
2) che il Comune costituisca, a sue spese, una commissione di controllo e garanzia formata da un pool di magistrati penali, amministrativi, contabili e civilisti che eserciti nelle forme di legge ogni utile attività di controllo e ispezione come una sorta di Commissione di Alta Vigilanza, a garanzia del Comune e dei cittadini genovesi
3) fare in modo che i subappalti siano affidati, per quanto possibile e la legge lo consenta, a imprese locali onde garantire ricadute occupazionali sul territorio genovese.
questa, se eletto, sarà la prima proposta che farò in consiglio comunale.